
Pellegrini sulla terra, in cammino verso l’eternità
CARISSIMI AMICI E FEDELI DEL SANTUARIO DEL SACRO CUORE «La vita dell’uomo in terra è un’ora che Dio buono concede perché ci si disponga alla eternità. No, no, non avete in questo mondo città di dimora. Siete pellegrini, dovete affrettarvi come pellegrini» (Luigi Guanella, Sulla tomba dei morti, I, 1311). Nelle parole di San Luigi Guanella risuona un richiamo profondo, capace di illuminare il senso della nostra esistenza. La vita terrena è un dono prezioso, un tempo affidato alla nostra responsabilità, nel quale siamo chiamati a prepararci all’incontro definitivo con Dio. L’immagine del pellegrino ci aiuta a comprendere che non siamo fatti per fermarci alle realtà terrene, che sono passeggere, ma per camminare verso una meta che dà significato a ogni passo: la vita eterna nella Casa del Padre. Essere pellegrini non significa disprezzare il mondo o considerare poco importanti le vicende quotidiane. Al contrario, significa abitare pienamente il presente, riconoscendo in ogni persona, in ogni incontro e in ogni occasione di bene un’opportunità per amare. La consapevolezza che la nostra dimora definitiva non è quaggiù, ci libera dall’illusione di possedere tutto e per sempre, ci insegna a custodire le cose senza diventarne schiavi, ad accogliere le gioie con gratitudine e ad attraversare le difficoltà con speranza. Ma che cosa significa, per Guanella, “affrettarsi come pellegrini”? Non certo correre inquieti, dominati dalla paura del tempo che passa. È piuttosto l’invito a non rimandare il bene, a non lasciare che l’indifferenza,






