CARISSIMI AMICI E FEDELI DEL SANTUARIO DEL SACRO CUORE
Nel luglio 1886 due bambine della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Como erano guarite da una grave malattia e suor Chiara Bosatta scrisse a don Guanella: «Io ho una promessa da soddisfare con la Madonna di Lourdes […]. Feci con le piccine una novena alla Madonna di Lourdes, promettendole che, se ci avesse accordato la grazia di guarirle, l’avrei fatta pubblicare negli annali delle sue grazie. La grazia ce l’ha proprio accordata e io non so come fare per soddisfare alla mia promessa. La prego, faccia Ella per me».
Questo fu forse uno dei motivi per cui don Guanella scrisse questa operetta; un altro motivo fu certamente quello di alimentare la devozione popolare mariana nel mese di maggio. Fu scritto tra il 1886 e il 1887, con riferimento alle apparizioni mariane del 1858 a Lourdes.
Un libricino tutto mariano
In questo opuscolo il nostro Fondatore ci esorta ad amare Maria, a venerarla come nostra Madre celeste e a confidare in Lei: «Fratelli miei, quanto è bello amare Maria! Amiamola con tutte le nostre forze. Invocate Maria e subito un movimento pio si eccita nel vostro animo. Coltivate questo buon affetto ed ecco che da ciò nascono le forti risoluzioni, i propositi fermi che poi portati all’azione, vi fanno essere cristiani di luce per gli altri. Sarete un giorno cristiani gloriosi per il paradiso. Lassù guarderete giubilanti alla Vergine Maria, e direte: – Per te, o Madre, noi siamo salvi! – Nel dirlo vi immergerete nella beatitudine di Dio e sarete felici per sempre» (O Padre! O Madre! Primo corso).
In questo opuscoletto Maria è presentata come Madre di Gesù e Madre nostra. Don Luigi ci ha consegnato il titolo Madre della Divina Provvidenza, perché Lei, come nostra Madre, è «sostegno della nostra fede». La sua presenza è costante nella sua vita e deve esserlo anche nella nostra vita perché ispira fiducia, infonde abbandono e suscita gratitudine. Maria è la luce che illumina la vita dei credenti, il calore che riscalda e la forza che ci sostiene nelle prove.
Bernadette Soubirous
La veggente di Lourdes – dice il Fondatore – deve diventare il nostro modello di devozione e di amore a Maria. Lei ci ha rivelato della “bella Signora” la Sua identità di madre misericordiosa, dispensatrice di grazie e miracoli, invitandoci alla penitenza e alla conversione. «Abbiamo inteso, e la nostra piccola sorella Bernadette Soubirous ha visto e inteso a più riprese, la presenza e la voce di colei che apparendo disse: “Io sono l’Immacolata Concezione!”».
In questo mese di maggio riprendiamo la preghiera del Rosario e le invocazioni mariane come strumenti di crescita spirituale e di intercessione: «O Maria concepita senza macchia di peccato, prega per noi perché ricorriamo a te».
Presenza materna
Don Guanella nutrì sempre verso la Madonna sentimenti di profondo amore e di intimo affetto: «La Madonna di Lourdes che apparendo riconfermò essere lei l’Immacolata, è tutta mia».
Maria, come «luce che illumina», «porta del cielo», «speranza di salvezza», è fonte di consolazione, di forza nelle prove e di speranza per il futuro. «Maria è la luce che dal sole riceve ogni splendore».
Maria è la Madre che accompagna la Chiesa e ogni fedele nel cammino verso Cristo: rivolgiamoci a lei ogni giorno, in ogni momento, in ogni occasione! La Sua presenza materna ci accompagna nei momenti lieti e in quelli difficili, rafforzando la fede e la carità.
don Nico Rutigliano, rettore