- Casa Divina Provvidenza - OPERA DON GUANELLA COMO
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“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”: è una mostra davvero speciale quella che sarà inaugurata sabato 20 dicembre, alle ore 10, nella sala Giovanni Paolo II della Casa Divina Provvidenza di via Tommaso Grossi 18 a Como. Modelle e modelli d’eccezione, infatti, sono proprio gli ospiti della Rsa, colti nella loro profonda umanità dal fotografo Gianluca Buian.
Nell’occasione sarà presentato anche il Calendario 2026 de La Divina Provvidenza, che vedrà protagonisti gli stessi modelli delle immagini.
La mostra, realizzata grazie al supporto del bando “Capacity Building” della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e di tanti benefattori, sarà poi visitabile nel Santuario del Sacro Cuore fino a giovedì 1° gennaio 2025.
Gli eventi sono gratuiti con prenotazione consigliata al numero 031-296711 o alla mail como.direzione@guanelliani.it.
A Natale, qui in Casa Divina Provvidenza, seguendo una bella tradizione iniziata addirittura dal nostro Fondatore, si allestisce un grande presepe. Quest’anno, però, c’è un’importante novità: domenica 14 dicembre, dopo le SS. Messe delle 10.00 e delle 11.45, in alcuni locali che si aprono sul cortile meridionale della Casa, vicino al campo di calcetto, sarà inaugurata la Casa dei Presepi “I Presepi della Provvidenza – Arte, Fede e Tradizione”, visitabile non solo dagli ospiti, ma anche da tutti coloro che vorranno immergersi in un’esperienza davvero speciale. Si tratta di una esposizione permanente di più di un centinaio di presepi, realizzati con diversi materiali, di diverse provenienze e di tutte le dimensioni, raccolti in oltre trent’anni anni da Mario Vimercati, referente del Centro Culturale guanelliano, che, aiutato da alcuni amici, ha allestito questa raccolta per valorizzarla e aprirla al pubblico.
La Casa dei Presepi è visitabile dopo le funzioni religiose festive nel Santuario del Sacro Cuore, oppure in altri orari con prenotazione al numero 347.8783308.
La Casa Divina Provvidenza, nell’ambito del “Natale all’Officina”, propone per venerdì 12 dicembre, alle ore 20.45, presso il Salone Arcobaleno, la presentazione del libro “La scommessa di Costantino. Come il Concilio di Nicea ha cambiato la storia” con la presenza degli autori Gian Guido Vecchi, vaticanista del Corriere della Sera e Giovanni Maria Vian, già direttore de L’Osservatore Romano, in dialogo con mons. Ivan Salvadori, Vicario generale della Diocesi di Como. Modera Eva Musci, cultural manager.
Ci sono luoghi e date che hanno segnato svolte epocali che più o meno tutti ricordano. Eppure, non sono in molti a conoscere il nome di Nicea, sebbene nella primavera del 325 questa piccola città dell’Asia Minore – oggi in Turchia, a pochi chilometri da Istanbul – sia stata teatro di un evento che cambiò per sempre la storia del cristianesimo: il primo Concilio ecumenico. Convocati dall’imperatore Costantino, oltre duecentocinquanta vescovi provenienti da diverse parti dell’impero si riunirono per rispondere a una questione centrale: chi è veramente Cristo? Il sovrano, che aveva posto fine all’ultima grande persecuzione contro i cristiani, sperava così di riuscire a pacificare le chiese. Si accorse ben presto che l’obiettivo era difficilmente raggiungibile, ma le conseguenze di quella sua iniziativa furono capitali: il dibattito acceso e cruciale di quelle settimane, infatti, avrebbe definito la fede e le basi teologiche su cui si fondano ancora oggi le diverse confessioni cristiane. Il Credo, formulato in quell’occasione, rimane fondamentale, così come le decisioni prese sulla data della Pasqua. In questo libro, Gian Guido Vecchi e Giovanni Maria Vian ricostruiscono con rigore storico e chiarezza narrativa quei giorni di fervente discussione, in cui la teologia, la politica e l’autorità imperiale si intrecciarono in un confronto destinato a lasciare un’impronta indelebile. Nicea non fu solo il primo di una lunga serie di Concili che avrebbero scandito la storia della Chiesa fino al Vaticano II, ma divenne il modello – seppure idealizzato – di ogni successiva assemblea ecclesiastica. A distanza di millesettecento anni, il Concilio di Nicea si conferma uno spartiacque nella storia del cristianesimo e della civiltà occidentale.
Questo libro non è solo la cronaca di un evento storico decisivo, ma anche un’analisi profonda del rapporto tra imperatore e chiesa, tra fede e potere, una tensione che ancora oggi influisce sulle dinamiche religiose e politiche globali.
In più, Gianguido Vecchi potrà raccontare cronaca e impressioni del suo recente viaggio a Nicea (oggi İznik) in occasione dei 1700 anni del Concilio, al seguito di Papa Leone XIV, primo pontefice a recarsi in questa città dell’Asia Minore.
L’evento vede la collaborazione del Festival storico letterario “Voci della Storia”.
La presentazione è a ingresso libero e gratuito, con prenotazione consigliata: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18 Como, tel. 031.296711; email como.direzione@guanelliani.it.
Dopo il successo degli eventi del mese di ottobre di “Autunno all’Officina”, la Casa Divina Provvidenza di Como ha già in programma altre interessanti iniziative culturali per il mese di dicembre.
Tutti gli eventi saranno a ingresso libero e gratuito, con prenotazione consigliata (per la visita al Museo e all’esposizione temporanea a tema francescano la prenotazione è obbligatoria): Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18 Como, tel. 031.296711; email como.direzione@guanelliani.it.
𝗩𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼𝘀𝗶!
Che emozione entrare nelle aule dove il nostro Santo, diciottenne, era impegnato negli studi filosofici nel Seminario di Sant’Abbondio… Martedì 11 novembre, presso la sede di Uninsubria di Como, nell’Aula magna del chiostro dell’antico convento, poi Seminario minore, si è tenuto il convegno “Itinerari e cammini tra fede e cultura”, in cui sono stati presentati i risultati del progetto PRIN ITINEREL, il grande studio sui cammini religiosi di Lombardia (e non solo!!!) condotto da Università dell’Insubria, Università Cattolica di Piacenza e Università degli Studi di Firenze, con la collaborazione di Enti e associazioni impegnati nei Cammini, tra cui anche l’Opera Don Guanella con il suo “Sui passi di don Luigi Guanella”. Molti gli interventi di rilievo dei vari relatori che si sono succeduti, tra cui Simona Martino dell’Assessorato al Turismo della Regione Lombardia, don Marco Fagotti dell’Ufficio nazionale CEI per la Pastorale dello Sport, Turismo e Tempo libero e don Massimo Pavanello, delegato alla Pastorale del Turismo e dei Pellegrinaggi dell’Arcidiocesi di Milano. Questo convegno ci ha confermato l’importanza di “fare rete”, di camminare – è proprio il termine giusto – insieme, condividendo idee e buone prassi. I cammini, infatti, svolgono un ruolo importantissimo nella definizione dell’identità culturale di un territorio, ed è fondamentale la qualità della relazione che si offre, perche qui la fede può davvero essere esperienza incarnata. Un cammino senza incontri veri, senza narrazione, è solo un sentiero che collega luoghi…
C’è anche il nostro Museo “Don Luigi Guanella”, unico nella provincia di Como, nel Progetto “800 anni di san Francesco. Tutto Canta il Creato”, un’iniziativa di Museo diffuso che, per il terzo anno, coinvolge istituzioni museali e gallerie d’arte della Lombardia. L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Terra Santa, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il contributo di Regione Lombardia.
Ma cosa c’entra il nostro Santo di Fraciscio con il Santo di Assisi? Don Guanella si era ascritto al Terz’Ordine di San Francesco il 19 marzo 1877, nella fraternità stabilita presso la parrocchia di Trinità di Mondovì, mentre era legato alla congregazione salesiana e dirigeva il collegio-oratorio di quella borgata piemontese. Nel Museo presso la Casa Divina Provvidenza di Como, per questa iniziativa, sono state eccezionalmente esposte le prime edizioni originali di due testi che egli scrisse durante il periodo in cui era amministratore parrocchiale a Pianello del Lario: Un poverello di Cristo. Memorie per le feste mondiali del settimo centenario dalla nascita di San Francesco d’Assisi (1882), breve vita del Santo scritta in occasione dei settecento anni dalla sua nascita e dedicata ai membri del Terz’Ordine francescano e Il Terz’Ordine di San Francesco e l’enciclica del pontefice Leone XIII (1883), in cui commentava brani dell’Enciclica Auspicato concessum di Leone XIII (che promuoveva il Terz’Ordine). Questi scritti sono la più significativa espressione della sua devozione nei confronti del Santo di Assisi, che si esprime anche in frequenti richiami in altre sue opere, soprattutto negli scritti pastorali, spesso in forma di esempi e aneddoti.
Inoltre, sempre nel Museo “Don Luigi Guanella”, un pannello e una vetrina sono dedicati proprio al rapporto tra don Guanella e la natura: «Ammirabile il tempio della natura!». Nato e cresciuto in un piccolo paese alpino circondato di boschi e prati, il nostro Santo sapeva cogliere nella bellezza del creato il riflesso della grandezza e della bontà di Dio.
Il progetto di Museo diffuso si apre il 15 novembre per concludersi il 1 febbraio 2026.
L’inaugurazione del progetto al Museo “Don Luigi Guanella” si terrà sabato 15 novembre alle ore 15.00; per visitare in altre date e orari il Museo e l’esposizione temporanea si può contattare la Casa Divina Provvidenza, tel. 031296711, oppure scrivere a como.direzione@guanelliani.it.
Il programma completo delle iniziative del progetto dei centenari francescani è consultabile sul sito www.fratefrancesco2026.it.
Nelle sue visite a Roma don Guanella ebbe modo di visitare la chiesa di S. Carlo ai Catinari. A destra dell’abside, sull’altare è collocato il dipinto raffigurante la Madonna della Divina Provvidenza, copia dell’originale del 1594 di Scipione Pulzone, detto anche Scipione da Gaeta o Gaetano. L’originale è conservato nella cappella del coro superiore.
Sul bollettino La Divina Providenza del novembre 1895, scriveva: «La Beata Vergine della Divina Provvidenza è la carissima nostra Madre, la quale gode di essere chiamata con questo titolo, per essere più pronta al soccorso nostro. Che consolazione in mezzo ai triboli della vita avere a chi ricorrere, e ricorrere alla gran Vergine della Divina Provvidenza!».
Partecipando al settimo congresso Mariano Internazionale a Treviri nel 1912, tenne una relazione su “Maria Madre della Divina Provvidenza”, proponendo anche che a Roma fosse edificata una chiesa a lei dedicata, ma l’iniziativa non ebbe seguito. Però nel territorio parrocchiale di S. Giuseppe al Trionfale, detto “Valle d’Inferno” a causa della presenza di fornaci per la cottura dei mattoni di argilla, nel 1921 il parroco don Luigi Previtali edificò una chiesetta dedicandola alla Madonna della Provvidenza e annettendovi l’asilo, una scuola elementare e le associazioni femminili di volontariato, elevata successivamente a parrocchia.
A Maria, don Guanella attribuisce le parole: «Io abbraccio la divina Provvidenza, quella divina Provvidenza, la quale si serve di me, umile ancella, perché fornisca cibo ed assistenza a questo celeste Infante, che è la divina Provvidenza incarnata». In quel Bambino, sul quale si posano gli occhi della Madre, egli vede tutta la sua grande famiglia di poveri, come ricorda la bella iscrizione latina sull’altare della Casa Madre delle suore a Lora: «Guarda tutti noi in questo tuo Figlio».
Nello sguardo della Madonna al Figlio accolto tra le braccia don Guanella ascolta anche l’invito allo stile di delicatezza e di rispetto che voleva nel confronto degli ospiti delle sue Case e tra i suoi stesi sacerdoti e suore, eco di quanto dirà papa Francesco: «Quando dai l’elemosina, guardi negli occhi quello o quella a cui la dai?».
Volle anche che la chiesetta della Casa madre delle sue suore a Lora fosse dedicata alla Madonna della Provvidenza. Scriveva sul bollettino La Divina Provvidenza del 2 febbraio 1900: «Le nostre suore si gloriano di essere intitolate a Santa Maria della Provvidenza. Era quindi giusto che nella loro Casa madre la chiesa, dove attingono coraggio e forza per sostenersi nella difficile e faticosa loro missione, fosse a lei dedicata».
Per diffondere questa devozione, il 3 settembre 1899, in occasione del pellegrinaggio milanese alla Casa di Lora, venne istituita canonicamente la Confraternita di Santa Maria della Provvidenza, come filiale di quella eretta nella chiesa di Roma.
Lo scorso 4 ottobre, festa liturgica di San Francesco d’Assisi, Leone XIV ha firmato la sua prima Esortazione Apostolica, dal titolo Dilexi te, sul tema dell’amore per i poveri, che di fatto si inserisce nel solco del Magistero della Chiesa. Questo lavoro era stato iniziato da Papa Francesco e anche il titolo richiama la sua quarta e ultima Enciclica, Dilexit nos. Sull’amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo, datata 24 ottobre 2024: interessante da notare è l’intrecciarsi dei due temi, perché l’amore di Dio non può essere separato dall’amore per i poveri, tramite i quali Dio «ha ancora qualcosa da dirci».
Nel suo documento, Leone XIV denuncia con forza la dittatura di un’economia che uccide, gli «effetti distruttori dell’impero del denaro», la mancanza di equità, «radice di tutti i mali sociali», la «cultura dello scarto», «la carenza o addirittura l’assenza dell’impegno per il bene comune della società e, in particolare, per la difesa e la promozione dei più deboli e svantaggiati», l’indifferenza verso le sofferenze di chi è costretto a lasciare la propri terra, le violenze contro le donne, la malnutrizione, l’emergenza educativa.
Ed è proprio l’amore di Cristo che si fa carne nell’amore ai poveri, che si traduce nella lotta alle schiavitù, nella difesa delle donne che soffrono esclusione e violenza, nella cura dei malati, nel diritto all’istruzione, nell’accoglienza e nell’accompagnamento ai migranti, nell’elemosina che «è giustizia ristabilita, non un gesto di paternalismo».
Leone XIV conclude l’Esortazione con un appello, accorato e insieme potente, che rivolge a ciascuno di noi: «L’amore cristiano supera ogni barriera, avvicina i lontani, accomuna gli estranei, rende familiari i nemici, valica abissi umanamente insuperabili, entra nelle pieghe più nascoste della società. Per sua natura, l’amore cristiano è profetico, compie miracoli, non ha limiti: è per l’impossibile. L’amore è soprattutto un modo di concepire la vita, un modo di viverla. Ebbene, una Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, è la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno. Sia attraverso il vostro lavoro, sia attraverso il vostro impegno per cambiare le strutture sociali ingiuste, sia attraverso quel gesto di aiuto semplice, molto personale e ravvicinato, sarà possibile per quel povero sentire che le parole di Gesù sono per lui: “Io ti ho amato”». Un documento da leggere e fare proprio, straordinariamente in sintonia con l’intuizione carismatica del nostro San Luigi Guanella.
La Casa Divina Provvidenza, nell’ambito dell’ “Autunno all’Officina”, propone per mercoledì 22 ottobre, alle ore 21.00, presso il Salone Arcobaleno, la presentazione del libro “Leone XIV. Tutto su papa Bob, il missionario che lo Spirito Santo ha spedito a Roma” di Giorgio Dell’Arti, giornalista, scrittore e storico, in dialogo con don Nico Rutigliano, Superiore della Casa ed @evamusci , cultural manager.
Il viaggio umano e spirituale di Papa Leone XIV, Robert Francis Prevost, dagli Stati Uniti al Vaticano, passando per il Perù, nel ritratto di Giorgio Dell’Arti, uno dei più grandi biografi e narratori italiani. L’opera, ricca di dettagli inediti, racconta lo straordinario percorso umano e spirituale che lo ha condotto fino al soglio pontificio. Ritenuto «il meno americano dei cardinali americani», riservato e prudente, nominato cardinale e prefetto al dicastero dei Vescovi da papa Bergoglio, nel discorso ai fedeli in Piazza San Pietro, ha citato e ringraziato Francesco e ha ripetuto per ben cinque volte la parola «pace». Papa Prevost è il primo pontefice agostiniano e statunitense della storia, per il dialogo e il sociale, per i ponti fra i popoli che, con il nome di Leone XIV, si prepara a proseguire il cammino del papa sociale della Rerum Novarum. L’autore, coniugando rigore storico a una narrazione avvincente, porterà il lettore nei momenti chiave della vita del Papa, dalle strade di Chicago alle missioni in Perù, fino all’elezione al soglio pontificio. Arricchito da aneddoti personali, testimonianze, e una narrazione fluida, questo libro permetterà di comprendere la sua visione e di prevedere il suo impatto sulla Chiesa.
L’evento vede il patrocinio del Comune di Como e la collaborazione del Festival storico letterario @vocidellastoria.
La presentazione è a ingresso libero e gratuito, con prenotazione consigliata: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18 Como, tel. 031.296711; email como.direzione@guanelliani.it.
La Casa Divina Provvidenza, nell’ambito dell’ “Autunno all’Officina”, propone per sabato 18 ottobre, alle ore 10.00, presso il Salone Arcobaleno, la presentazione del Volume V dell’Opera Omnia di san Luigi Guanella “Scritti pubblicistici”, curato dal Centro Studi Guanelliani di Roma ed edito da Nuove Frontiere. Questo volume approfondisce un aspetto non molto conosciuto di don Guanella, a cui, come lui stesso riconosceva, «pareva peccare se non si fosse valso di questo mezzo potentissimo di diffusione che è la stampa», cogliendone tutte le potenzialità per fare opera attiva di educazione cristiana. Si potrebbe dire che la carità culturale ed educativa è stata una delle variegate sfaccettature della multiforme opera del nostro Santo, sempre nella prospettiva dell’aiuto ai più deboli, per un vero “bene comune”. La presentazione degli “Scritti pubblicistici” a Como sarà dunque una preziosa occasione di dialogo a trecentosessanta gradi tra il carisma guanelliano, la Chiesa diocesana e il mondo delle comunicazioni e dell’editoria.
Dopo il saluto iniziale di don Nico Rutigliano, Superiore della Casa Divina Provvidenza, e di suor Sara Sánchez Martín, Superiora provinciale delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza, interverranno don Bruno Capparoni, direttore del Centro Studi Guanelliani e curatore con il dott. Fabrizio Fabrizi del volume (Criteri di identificazione ed edizione degli “Scritti pubblicistici” di San Luigi Guanella); mons. Ivan Salvadori, Vicario generale della Diocesi di Como (L’immagine della Chiesa di Como negli “Scritti pubblicistici” di San Luigi Guanella); il dott. Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni Sociali (UCS) della CEI, già direttore Sir (La “professionalità giornalistica” di San Luigi Guanella attraverso i suoi articoli su “La Divina Provvidenza”); la dott.ssa Maria Grazia Gispi, giornalista del quotidiano “La Provincia di Como” (Il giornalismo di oggi al servizio della solidarietà umana).
L’evento vede il patrocinio del Comune di Como e la collaborazione del Centro Studi Guanelliani di Roma.
La presentazione è a ingresso libero e gratuito, con prenotazione consigliata: Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18 Como, tel. 031.296711; email como.direzione@guanelliani.it.