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Il 13 novembre la Chiesa celebra la memoria di San Stanislao Kostka, giovane gesuita polacco, morto novizio diciottenne nel 1568 a Roma. Era tradizione nel nostro noviziato guanelliano che in questo giorno i novizi festeggiassero solennemente il loro patrono, cominciando con la celebrazione eucaristica particolarmente curata con il canto polifonico. Negli anni in cui operava la banda musicale dei chierici, si esibiva anche in un concerto e, secondo l’usanza dei tempi, non mancava la tradizionale “Accademia”.
Don Guanella, fin dal Breve statuto delle Figlie del Sacro Cuore chiamate Crocine in Como del 1893, affida a questo Santo gli studenti orientati agli studi sacri: «Protettore celeste di questi giovani è S. Stanislao Kostka, mentre S. Luigi è il protettore generale di tutti i fanciulli della Piccola Casa». Tradizioni d’altri tempi: ma che forse potrebbero essere non del tutto superate, anche se rinnovate nello stile, nei nostri noviziati, pur nel radicale assottigliamento del numero dei novizi.
La nostra Ratio Formationis tra i “Modelli di riferimento” cita i Santi della Carità (n. 47) e in un recente incontro tra formatori è stato esplicitamente sottolineato il desiderio di dare maggiore spazio all’agiografia tra gli spunti per l’orientamento i vita. «I Santi – ha ricordato papa Francesco – sono perle preziose; sono sempre vivi e attuali, non perdono mai valore, perché rappresentano un affascinante commento del Vangelo. La loro vita è come un catechismo per immagini».
Sabato 19 ottobre il nostro Vescovo Card. Oscar Cantoni ha ordinato sacerdote nel Santuario del Sacro Cuore un giovane italiano e tre giovani come diaconi, due indiani e un africano.
L’evento può essere colto come normale nella vita della Chiesa, ma di fatto non può passare senza una riflessione adeguata. Una ordinazione sacerdotale o diaconale costituisce sempre una ricchezza per la Chiesa: in questo caso per la Congregazione guanelliana, che gioisce non tanto per il rincalzo di energie nuove, ma soprattutto per il coinvolgimento di elementi giovani nella condivisione del carisma guanelliano e per un annuncio più profetico nell’attività evangelizzatrice della Chiesa. I Guanelliani diventano così più significativi.
Questa ricchezza carismatica e ministeriale ha una ricaduta su tutta la Chiesa, sulla nostra Diocesi. È una Chiesa che si dice anche con queste presenze, con la loro testimonianza, con il loro ministero. L’Ordinazione è un evento che arricchisce la Diocesi e la Chiesa intera.
L’Ordinazione sacerdotale e diaconale dice ancora una volta come ogni carisma (anche quello guanelliano) sia per la comunione nella Chiesa, sia per l’annuncio del Regno, sia per la promozione della storia umana.
VIDEO – Festa liturgica di San Luigi Guanella
DIRETTA STREAMING – S. Messa di chiusura del XXI Capitolo Generale
Il nuovo Consiglio generale dei Servi della Carità:
don Umberto Brugnoni, superiore generale;
don Rathinam Soosai, vicario generale;
don Gustavo de Bonis, secondo consigliere;
don Vitus Unegbu, terzo consigliere;
don Francesco Sposato, quarto consigliere.
Chiediamo a san Luigi Guanella di intercedere per loro affinché possano guidare la Congregazione secondo la volontà di Dio.🙏😇
24 ottobre 2024 – Festa di San Luigi Guanella
In questo mese di ottobre la Famiglia guanelliana vive l’esperienza del XXI Capitolo Generale dei Servi della Carità. Nel mese di giugno scorso si è svolto anche il “Mini Capitolo di Famiglia”, evento di confronto fra le varie realtà della Famiglia guanelliana, offrendo del prossimo Capitolo un carattere prettamente “sinodale”, in linea con il cammino indicato da papa Francesco alla Chiesa. Nel Regolamento del 1910 don Guanella desiderava che «i capitolari devono avere pieno di ardore il cuore per impegnarsi con zelo, per soddisfare i giusti desideri dei propri confratelli e provvedere ai particolari bisogni dell’Istituto». Gli sta anche a cuore che, dalla celebrazione del Capitolo «derivi a tutto l’Istituto il buon vantaggio di una emulazione maggiore, di una attitudine più estesa e di una praticità più energica nelle varie mansioni della stessa Congregazione». Compito non facile, ma possibile, grazie al sostegno della preghiera: «soprattutto poi pregano profondamente, affinché del cuore proprio e del cuore dei Superiori se ne faccia uno solo, secondo la sapienza infinita e la bontà infinita del Cuore del divin Salvatore». Nelle difficoltà che ogni decisione può riservare, l’ottimismo ricco di fede del nostro Fondatore ci ricorda che «quando una famiglia religiosa cerca di seguire questo spirito, allora non è più dubbio che, procedendo alla nomina dei membri del Consiglio superiore o del Consiglio subalterno, ogni difficoltà si appiani».
Nel ricordo gioioso di San Luigi Guanella, riportiamo un brano dell’omelia della messa di Canonizzazione, tenuta proprio sessant’anni fa da un altro Santo, San Paolo VI, domenica 25 ottobre 1964: «Vorremmo carpire il segreto e cogliere il principio interiore di tale santità […] se egli stesso non ci aiutasse e quasi ci imponesse a vedere in lui null’altro che un effetto della Bontà divina, un frutto, un segno della divina Provvidenza. […] Tutto è di Dio: l’idea, la vocazione, la capacità di agire, il successo, il merito, la gloria sono di Dio, non dell’uomo. Questa visione del bene operoso e vittorioso è un riflesso efficace della Bontà divina, che ha trovato le vie per manifestarsi e per operare fra noi. «“È Dio che fa!”».
Sabato 5 ottobre 2024 al termine della S. Messa delle ore 20,30 riprendiamo la bella iniziativa di Adorazione Eucaristica notturna denominata “Discoteca del silenzio” che andrà avanti fino alla mezzanotte. Tale iniziativa di preghiera la vivremo ogni primo sabato del mese. Il nostro Santo Fondatore, don Luigi Guanella, ci ha sempre spronati a fare dell’Eucarestia il nostro faro, anzi lo definiva «sole della terra, vita del mondo, vero Paradiso in terra per tutti i cristiani che fermamente credono». Porteremo davanti a Gesù Eucarestia le nostre gioie e le nostre fatiche, ma anche le speranze e le fatiche del mondo soprattutto là dove la violenza sembra avere la meglio sulla pace. Ma rivolgeremo al Signore anche la nostra supplica per invocare il dono delle vocazioni sacerdotali e religiose per la Chiesa e per la nostra Congregazione. L’iniziativa è aperta a tutti. Vi aspettiamo!
«L’arciprete Nicolò Rusca in Sondrio fu strappato di notte e strascinato al tribunale di Thusis per l’accusa d’aver avversato i predicanti evangelici, e si tormentò fino a farlo spirare sotto alle agonie della tortura»: così don Guanella presenta la figura dell’ultimo Beato in ordine di tempo della Diocesi Comasca, annoverandolo tra i «santi di Valtellina». La conoscenza della figura di Nicolò Rusca da parte di Luigi Guanella, favorita dal fratello don Lorenzo, risale agli anni della giovinezza. Questa conoscenza si era fatta via via ammirazione e devozione, rafforzata dai frequenti pellegrinaggi che durante le vacanze da studente compiva sul luogo del suo martirio con il prevosto di Campodolcino, don Giuseppe Della Cagnoletta. Dopo la morte del fratello, quasi omaggio alla sua memoria, don Guanella decise di raccogliere materiale sulla figura di questo martire e consensi per istruire il processo di beatificazione. Gli sforzi di Guanella diedero i loro frutti anche se a distanza di molto tempo: il 21 aprile 2013 Nicolò Rusca è stato proclamato beato.