Ci sono dei segni che accompagnano il Giubileo: il Pellegrinaggio, la Porta Santa, la Professione di fede, la Carità, la Riconciliazione, l’Indulgenza giubilare, la Preghiera, la Liturgia.

Il Pellegrinaggio
La condizione umana è essenzialmente quella del pellegrino, quella dell’ “homo viator”. Il pellegrinaggio è il luogo della speranza: quello che ancora non vediamo lo attendiamo con perseveranza. Come cristiani, sono presentati a noi come modello di pellegrini Abramo, Mosè con il popolo d’Israele e Gesù.
«Il Giubileo chiede di mettersi in cammino e di superare alcuni confini. Quando ci muoviamo, infatti, non cambiamo solamente un luogo, ma trasformiamo noi stessi. Per questo, è importante prepararsi, pianificare il tragitto e conoscere la meta. In questo senso il pellegrinaggio che caratterizza questo anno inizia prima del viaggio stesso: il suo punto di partenza è la decisione di farlo. L’etimologia della parola “pellegrinaggio” è decisamente eloquente e ha subito pochi slittamenti di significato. La parola, infatti, deriva dal latino “per ager” che significa “attraverso i campi”, oppure “per eger”, che significa “passaggio di frontiera”: entrambe le radici rammentano l’aspetto distintivo dell’intraprendere un viaggio […]. Il pellegrinaggio è un’esperienza di conversione, di cambiamento della propria esistenza per orientarla verso la santità di Dio. Con essa, si fa propria anche l’esperienza di quella parte di umanità che, per vari motivi, è costretta a mettersi in viaggio per cercare un mondo migliore per sé e per la propria famiglia».

23 febbraio 2025: incontro di formazione per i Cooperatori Guanelliani.

11 febbraio 2025 festa della Madonna di Lourdes e Giornata mondiale del malato.
Per volere del vescovo di Como, il card. Oscar Cantoni, dei volontari della nostra parrocchia di Sant’Orsola, insieme al parroco don Daniele, hanno guidato il Rosario, in comunione con tutte le RSA della diocesi.

🖍️🌸 Attraverso la colorazione di mandala e disegni floreali, abbiamo trascorso un pomeriggio dedicato alla calma, all’espressione artistica e alla socializzazione. 💬❤️ Un momento speciale per stimolare la mente, rilassare lo spirito e creare nuove connessioni. 🌟

Ogni tratto di colore non è solo arte, ma anche un viaggio verso il benessere. 🖌️✨ Un ringraziamento speciale a tutti i partecipanti per aver reso questa esperienza così unica! 🌺💫

📌 RSA Opera don Guanella di Como
👵🏻👴🏼 Insieme, per un benessere condiviso.

Ecco il nuovo vicario episcopale della Diocesi di Como, per la Vita Consacrata, don Marco Grega (già Superiore della Casa di Como e già Superiore Provinciale della ex Provincia “Sacro Cuore”). È stato annunciato sabato 01 febbraio 2025 dal vescovo di Como, il Card. Oscar Cantoni, alla fine della S. Messa in Duomo, con tutti i religiosi e le religiose che vivono e operano in diocesi.

Nato a Lalatta di Pallanzano (PR) nel 1850, Andrea Ferrari fu vescovo di Como dal 1891 al 1894. Sostenne fin dagli inizi della sua opera don Guanella, di cui fu amico e consigliere. Fu proprio mons. Ferrari a suggerire a don Guanella che la nuova chiesa che il sacerdote desiderava costruire a Como non fosse solo per i ricoverati, ma che fosse aperta alla città e al territorio, luogo tangibile di incontro con Dio, padre di misericordia e tenerezza, di amore e provvidenza. Anzi, ne fissò personalmente le dimensioni e il 6 aprile 1893 fu lieto di consacrare solennemente questo nostro Santuario. Nominato arcivescovo di Milano e cardinale, Ferrari continuò la sua protezione alle fondazioni milanesi. Fu mons. Ferrari che celebrò le esequie di don Guanella, tessendo un commosso elogio della sua carità, del suo instancabile farsi prossimo ai più poveri. Mons. Ferrari morì a Milano il 2 febbraio 1921.

Il mese di febbraio, con il ricordo della prima apparizione della Madonna a Lourdes, porta alle nostre Comunità anche la Giornata Mondiale del Malato, istituita da San Giovanni Paolo II nel 1992. Per la Famiglia Guanelliana è anche l’occasione per ripercorrere la particolare attenzione di don Guanella verso gli infermi, testimoniata fin da giovane curando premurosamente, a rischio di contagio, un compagno di seminario ammalatosi di tifo, o trascorrendo i giorni delle vacanze estive assistendo gli anziani del suo paese. Per lui la cura degli infermi doveva riguardare tutte le dimensioni della vita della persona: fisiche, mentali, spirituali e morali. «Nei ricoverati si sorvegli perché ad essi non manchi nulla riguardo alla cura e ai medicinali, come riguardo al cibo prescritto».

Non basta fare qualcosa per i sofferenti, per i malati, per gli infermi, ma bisogna anche mostrare affetto per loro perché «Il cuore ha bisogno di benevolenza come lo stomaco di cibo» e sapere prendere su di sé le loro sofferenze e le infermità, come il Buon Samaritano che si prende cura del malcapitato portandoselo con sé. Alle suore infermiere raccomanda di «sentire profondamente il peso delle agonie del prossimo», ma ricorda che questo è possibile «con una assistenza e cordialità che solo la Fede e la Carità possono suggerire».

Nel Regolamento dei Servi della Carità del 1910 spiega la sua azione caritativa verso gli infermi sintetizzato con il binomio «Pane e Signore»: «Agli ammalati si usino tutte quelle cure di carità e di sacrificio che sono conformi ad un luogo di ricovero e ad una Casa di Provvidenza, ma soprattutto si abbia cura del bene spirituale degli individui».

Il Giubileo per gli Ebrei, come è indicato nel libro del Levitico (Lev 25), iniziava con il suono del corno (Yobel). Questo suono era il segnale d’inizio di un tempo nuovo, di un anno particolare, in cui ogni persona ritrovava la sua dignità e libertà. Era l’occasione per ristabilire il corretto rapporto con Dio, tra le persone e con la creazione, e comportava la remissione dei debiti, la restituzione dei terreni alienati e il riposo della terra.

Il Giubileo è dunque un tempo di grazia da vivere, un dono del Signore.

La cadenza del Giubileo è cambiata nel tempo: all’inizio era ogni 100 anni; è stata poi ridotta a 50 anni nel 1343 da Clemente VI e a 25 nel 1470 da Paolo II. Vi sono anche Giubilei “straordinari”, come ad esempio il “Giubileo della Misericordia” indetto nel 2015 da Papa Francesco. Diverso è stato anche il modo di celebrare il Giubileo: all’origine coincideva con la visita alle Basiliche di S. Pietro e di S. Paolo, quindi con il pellegrinaggio e, con il passare del tempo si sono aggiunti altri segni come quello dell’apertura della Porta Santa.

Una nota importante: partecipando all’Anno Santo si può ottenere l’Indulgenza Plenaria.

CARISSIMI AMICI E FEDELI DEL SANTUARIO DEL SACRO CUORE

Il servizio al povero è stato un impegno costante della missione del nostro Fondatore, don Luigi Guanella, e l’occasione quotidiana per amare concretamente Dio; aveva affidato il servizio di carità ai suoi figli spirituali come un segno distintivo del loro apostolato.

Le Case che man mano andava fondando avevano come scopo proprio questo servizio di carità: «Si aprono Case, e dentro si ricevono i bisognosi, confidando soprattutto nell’aiuto della divina Provvidenza. […] Quanto la Provvidenza invia, s’impiega in servizio dei poveri, confidando negli ammaestramenti del Signore che dice: Dateci il pane quotidiano… cercate il regno di Dio, e le cose temporali vi saranno date per giunta».

Il servizio di carità tende a sollevare il povero o il malato «e giovargli con mostrare a lui tutto l’affetto di un cuor buono che vuol adoperarsi per amor di Dio in sollievo dei fratelli».

Si tratta pure di portare avanti l’ordinario in modo straordinario. «Quelle opere minute che voi fate, […] sono fatiche di poco conto, ma se voi le esercitate con diligenza, oh come per queste riuscite a piacere al Signore! Quelle opere sono minute, ma se voi le fate all’unico intento di piacere al Signore, sono come una massa di buon lievito che fa fermentare una quantità assai maggiore di pasta preparata».

Don Guanella ci esorta ad essere misericordiosi come Dio: «Fratelli miei, amare il Signore e per amor del Signore tutti i fratelli nostri, questo è il dover nostro. Quanto al resto provvederà Iddio. Un cristiano saggio attende per essere misericordioso come è misericordioso Iddio medesimo. […] Non solo per compassione, ma per carità, dobbiamo prestare i servigi nostri: per affetto di carità che ci sprona a soccorrere il prossimo per amore di Dio».

Dobbiamo donare in modo abbondante «cure e sollecitudini per bene servire il Signore e i beniamini del Signore, i poveri e gli ammalati, che sono cari al divin Salvatore come la pupilla dell’occhio proprio».

«Se Dio ti onora di poterlo servire ne’ suoi infermi, ricordati che tu con ciò vieni compiendo non solo un atto o di giustizia o di carità o di gratitudine, ma un’insigne opera di misericordia».

In questo senso ci ammonisce Gesù: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 9, 35). E ancora più avanti: «Chi vuol essere grande tra di voi si farà vostro servitore e chi vuol essere il primo tra di voi sarà il servo di tutti» (Mc 10,32-45).

Gesù ci ha insegnato, durante l’Ultima Cena, che il simbolo del servizio è il grembiule per asciugare i piedi degli apostoli.

Tutta la vita cristiana deve diventare un servizio caritativo verso i fratelli e le sorelle che tendono una mano.

Per servire gli altri dobbiamo essere liberi. Altrimenti ci serviremo di loro.

Serviremo gli altri o ci serviremo degli altri?

Ci sia di aiuto il motto: «Sii servo di tutti e schiavo di nessuno».

don Nico Rutigliano, rettore

Numerose le opportunità offerte dalla Congregazione

Per l’Opera don Guanella in Italia sono aperte 44 posizioni per giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni (non compiuti alla data di pubblicazione del bando).

“Di tutti i colori” area minori e giovani: Case di Como (2 volontari), Genova (2 volontari), Roma (2 volontari), Napoli (3 volontari), Alberobello (3 volontari), Fasano (4 volontari), Torre Canne (2 volontari), Messina (2 volontari).

“Tu si che vali” area adulti e terza età in condizioni di disagio: Case di Lora (2 volontari), Milano (2 volontari), Castano Primo (2 volontari), Gatteo (2 volontari), Perugia (2 volontari), Alberobello (1 volontario), Bari (2 volontari).

“Il sale della terra” area minori e giovani: Case di Valmadrera (2 volontari), Lecco (2 volontari).

“Incontro alla vita” area disabili: Casa di Perugia (2 volontari).

“Solo se sognati” area minori e giovani: Casa di Napoli (3 volontari).

“Da Zancle a Messina” area minori e giovani: Casa di Messina (2 volontari).

Il bando per le candidature degli aspiranti volontari, pubblicato il 18 dicembre scorso, resterà aperto fino alle ore 14.00 di martedì 18 febbraio; gli aspiranti volontari devono presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it/.

Per informazioni ci si può rivolgere a Elisabetta Caronni caronni.elisabetta@guanelliani.it. Le schede di ogni progetto, con i dettagli per la presentazione della domanda, sono pubblicati sul sito www.cescproject.org.