A nome di tutta la famiglia dell’Opera Don Guanella di Como, desideriamo esprimerti la nostra più sincera gratitudine per la tua generosa donazione.

Il tuo gesto rappresenta molto più di un semplice contributo economico: è un atto di amore e di speranza verso chi, ogni giorno, affronta sfide difficili. Grazie al tuo sostegno, possiamo continuare a offrire accoglienza, cure e opportunità di riscatto a chi è più fragile e bisognoso.

Come diceva San Luigi Guanella:
“La carità è il sole che illumina e riscalda i cuori.”

Con il tuo aiuto, possiamo portare questo calore a tante persone, dando loro non solo un sostegno concreto, ma anche la forza di credere in un futuro migliore.

Ti ringraziamo di cuore per aver scelto di camminare al nostro fianco in questa missione di carità e solidarietà.
Continueremo a tenerti aggiornato sui progetti che il tuo prezioso contributo renderà possibili.

Un abbraccio riconoscente,
don Nico Rutigliano – rettore del Santuario Sacro Cuore

Per la liturgia la quaresima è un tempo forte; per la vita spirituale la quaresima è esperienza di dinamica vivace che fa crescere nella fede; per la vita fraterna la quaresima è tempo di perdono, di servizio reciproco, ci comprensione e di accoglienza.
Insomma la Quaresima deve essere valorizzata e vissuta bene da ogni credente.
Il Vescovo, che è pastore, per la quaresima esprime un magistero molto utile e concreto per accompagnare il cammino dei credenti verso la Pasqua.
Siamo invitati tutti a leggere e ad accogliere il messaggio che il nostro Vescovo Oscar ha offerto alla Diocesi per la prossima quaresima. Si veda Il Settimanale n. 6.
Chiaramente i contenuti del messaggio sono proprio di spessore e di grande utilità per un cammino quaresimale concreto.
Ma per noi è importante anche la condivisione della nostra esperienza Pasquale con tutta la nostra Chiesa diocesana: non si può sganciare la fede dalla Comunità. Ebbene il Vescovo è il punto di riferimento per tutti e per ciascuno per percorrere strade di unità, di comunione e di vera santità.
Va superata la tentazione di un certo individualismo nel nostro cammino di fede, per avere la gioia di riconoscerci insieme a condividere l’amore di Cristo che salva.
La Pasqua e la sua preparazione vanno vissute con la Comunità cristiana.

Don Attilio

Esattamente un anno fa questa scritta tappezzava i nostri balconi, le nostre case, i nostri giardini. Ovunque la si poteva incontrare.
Era il grido di speranza per un bene che ridonasse serenità alla vita.
Dopo un anno la pandemia è rimasta con noi ma sono scomparse queste scritte benauguranti.
Come mai? Si è spento il desiderio di bene o ci siamo assuefatti anche al corona virus con tutte le sue conseguenze? Escludo la prima possibilità, ma propendere per la seconda sarebbe terribile perché significherebbe aver perso la consapevolezza di essere fatti per star bene ed essere felici.
Eppure è così. Stiamo perdendo la coscienza della nostra aspirazione al bene.
È venuto meno invece quell’ottimismo che spesso era sotteso al grido di speranza.
La speranza non è per nulla uguale all’ottimismo. Non è la convinzione che una cosa andrà a finire bene, ma la certezza che quella cosa ha un senso indipendentemente da come andrà a finire, come scriveva V. Havel.
Non smettere mai di cercare il senso di ciò che ci accade anche se è faticoso e a volte la ricerca non sempre ha l’esito sperato.

Cosa abbiamo da offrire a questo nostro stanco mondo? Che ha smesso di interrogarsi, di aspirare, di cercare?

In queste mese celebriamo ancora una volta, la Pasqua di Gesù, la sua risurrezione, la sua vittoria sulla morte. Questa è la nostra fede, credere in Gesù morto e risorto, ed è la nostra unica speranza: la sua vittoria sulla morte.
Non abbiamo altro su cui appoggiarci. In questo anno abbiamo visto gli affanni della scienza, che pure ci ha permesso la via della guarigione e della vaccinazione come risposta umana al virus; abbiamo visto gli affanni della politica e della cultura sempre più povere di contenuti; abbiamo visto e vissuto i nostri affanni economici, relazionali segnati dalla paura. Cosa resta; su cosa appoggiarci? Possiamo eludere queste domande, far finta che non siano presenti nel cuore e aspettare che tutto passi. Oppure possiamo accettare e verificare questo unico annuncio: Cristo è risorto, vinta è la morte e divenirne sempre più testimoni coraggiosi ed umili.
Ecco cosa abbiamo da offrire: la nostra speranza in Gesù, la nostra esperienza di vita rinnovata e cambiata dall’incontro con Lui risorto.

don Marco Maesani

Il nostro Vescovo Oscar dice che “il Sinodo è occasione di rinascita e orientamento su strade nuove. Dopo aver guardato in prospettiva umana allo stato di salute della Chiesa, questo è il tempo, alla luce della Parola di Dio, di guardare a orizzonti nuovi, sperimentando la consolazione del Signore“.
Nei giorni scorsi è stato consegnato ai Sinodali il nuovo Instrumentum laboris che pone come tema di riflessione la Comunità cristiana.
Il Sinodo in questo contesto difficile di pandemia segna ora una nuova ripartenza.
Il Segretario generale del Sinodo dice che ” La pandemia che ha colpito il mondo intero, ci ha condotti a riconoscere la Misericordia non come una teoria da argomentare ma una realtà che accolta, trasforma in ogni circostanza la nostra vita , ci conduce a ripensare la nostra esperienza di Chiesa, i legami di fraternità, il senso del nostro essere famiglia, del nostro servizio e della nostra testimonianza“.
Si tratta di rimettersi in ascolto dello Spirito.

Sosteniamo il lavoro del Sinodo con la nostra preghiera: questa esperienza di Chiesa ci deve stare a cuore. Dio sta parlando alla nostra Chiesa.

don Attilio

In occasione del 30° anniversario della Beatificazione di suor Chiara Bosatta verrà trasmessa in diretta radio e video la Celebrazione Eucaristica dall’altare dei nostri Santi nel Santuario Sacro Cuore in Como.

Presiederà don Marco Grega, Superiore della Provincia Sacro Cuore.

 

DIRETTA (la diretta comincerà dalle ore 15.00)

 

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NOTA BENE: se la diretta video dovesse saltare per problematiche tecniche, collegarsi al link indicato di seguito. Verrà ripristinata un’altra diretta video.

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“Questa è la nostra fede, credere in Gesù morto e risorto, ed è la nostra unica speranza: la sua vittoria sulla morte.”

don Marco Maesani

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Suor Chiara fu una delle prime suore a seguire don Guanella nella sua opera caritativa e prima ancora, nella via della consacrazione a Dio. Morì a soli 29 anni, dopo dieci anni dita consacrata, ma avendo percorso una vita di santità, riconosciuta e proclamata da papa Benedetto XVI nel 1991.
Come fu possibile in una vita così breve raggiungere la santità? Leggiamo nella bolla di beatificazione che suor Chiara ha saputo coniugare la vita contemplativa con quella attiva. Ha vissuto intensamente pur nella brevità della sua vita terrena. Ha raccolto, continuato e riproposto a noi il carisma originale di don Guanella: il carisma della carità, l’amore a Dio e al prossimo.
Lasciamoci guidare proprio da un breve scritto di don Guanella a conoscere un po’ questa figura che lui definì “la sua vera eredità”.
Suor Chiara percorse generosa il cammino della perfezione cristiana nella pratica dell’innocenza e della penitenza insieme. Fu perfettamente fondata nell’umiltà, nell’umiltà vera, compenetrata da grande amore a nostro Signore, e da fiducia nella bontà di lui. Iddio la condusse per le vie delle anime forti, via aspra, e per sé pericolosa, ma la guidò così che non ponesse piede in fallo.  Ed ella non cadeva, perché si arrendeva con assoluta docilità alla mano che la guidava. Vi auguro che abbiate a camminare sulle vie di suor Chiara e di sapervi valere della sua mediazione presso il Signore. Vi aiutino la preghiera di suor Chiara a compiere i migliori vostri desideri e a spingervi molto innanzi sulla strada della virtù e della santificazione”.

don Marco Maesani

Suor Maria Laura ha espresso la sua Vita Consacrata nella nostra Diocesi. Sarà proclamata Beata a Chiavenna il prossimo 6 giugno. A suor Maria Laura sarà riconosciuto il martirio in odio alla fede.

I pensieri che seguono sono di Francesca Consolini, postulatrice della causa di beatificazione.
Il martirio in odio alla fede implica da parte dell’uccisore l’odio contro la fede e la motivazione che ha portato alla morte di suor Maria Laura è chiaramente di avversione alla fede; da parte del martire si richiede la disponibilità a dare la vita per la fede.
La suora viveva in questa disposizione totale a dare la vita. Questo stile la portava a dare tutto, come diceva lei “in semplicità e umiltà”.
Ella non si pose mai l’interrogativo se Dio un giorno le avesse potuto chiedere la vita nell’effusione del sangue; era consapevole che Dio a chi lo ama, può chiedere tutto.
Infatti anche senza il martirio suor Maria Laura si sarebbe potuta proporre per la beatificazione per il suo non comune esercizio delle virtù cristiane.
La futura Beata non si accontentò mai del minimo, del risultato raggiunto, ma visse sempre protesa al Tutto, a dare di più, ad amare di più, a sperare di più, a credere di più, fino ad assimilarsi a Cristo al quale aveva donato se stessa senza riserve.
Una vita tesa a Dio solo, amato, cercato, servito può avere il coronamento nel dono della vita stessa nel martirio.

don Attilio

Triduo di preparazione:

– martedì 8 giugno

– mercoledì 9 giugno

– giovedì 10 giugno

presiedono la celebrazione eucaristica delle 18.00, Messa comunitaria, nell’ordine:

don Gianluigi Bollini, vicario foraneo della città di Como e parroco della Comunità pastorale beato Scalabrini;

don Andrea Messaggi, referente della Caritas per la città di Como e responsabile della pastorale universitaria;

don Flavio Feroldi, arciprete del Duomo di Como;

 – venerdì 11 giugno

giorno della Solennità del S.Cuore, alle 20.30 si terrà la celebrazione eucaristica con la presenza del nostro Vescovo S.E. Mons. Oscar Cantoni, che presiederà la S.Messa.

Non ci sarà la processione, come da normative governative anti Covid. Raccomandiamo a tutti la scrupolossa osservanza delle regole.

 

LEGGI LA LOCANDINA

Sabato 26 giugno 2021, ore 21.45

Como – Santuario del Sacro Cuore (via T.Grossi, 18)