Il miracolo non è solo un superamento delle leggi naturali, ma un’amorevole risposta di Dio, un “segno” che invita la ragione umana a scoprire la sua presenza nell’ordinarietà della vita. Riferito ai Santi è una prova autorevole che la persona invocata è in Paradiso e di là può intercedere per i fedeli della Chiesa pellegrina sulla terra.
Il 21 maggio 1963 la Consulta Medica, nominata dalla Congregazione per le Cause dei Santi, espresse giudizio favorevole sulle guarigioni presentate in ordine alla beatificazione di don Luigi Guanella, dichiarato venerabile il 22 gennaio 1957 dal papa Pio XII.
Maria Uri, una bambina ospite nella Casa di Lora, nella notte dal 29 al 30 maggio 1932 era guarita da «peritonite acuta diffusa ipertossica», nonostante le terapie messe in atto si fossero mostrate del tutto inefficienti. La guarigione era stata giudicata «istantanea, perfetta, duratura e inspiegabile naturalmente».
La guarigione di Teresa Pighin una signora di Cordignano Veneto, avvenuta il 12 dicembre 1934, era stata ritenuta dai medici «istantanea, perfetta, duratura, assolutamente inspiegabile con le leggi della natura».
Ai fini della canonizzazione la Chiesa cattolica, dopo la Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister, promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983, ritiene necessario un secondo miracolo, dopo quello richiesto per la beatificazione.
Nel caso di don Guanella fu accolta la guarigione del giovane americano William Glisson, appartenente all’arcidiocesi di Filadelfia. A causa di una caduta, mentre pattinava senza casco, aveva riportato un forte trauma cranico occipitale. Diagnosticato uno stato di coma profondo, veniva sottoposto a due successivi interventi neurochirurgici, senza alcun effetto.
Il 19 marzo 1982 gli venne applicata al polso una reliquia di don Guanella e si iniziò una serie di preghiere per ottenerne l’intercessione. Iniziarono dei miglioramenti e il 9 aprile venne dimesso dall’ospedale, iniziando un programma di rieducazione funzionale neuromotoria. Dopo due mesi il recupero fu completo, senza lasciare deficit cognitivi o neuropsichici. Otto mesi dopo l’incidente il giovane riprese a lavorare, nel 2008 si è sposato e attualmente conduce una vita perfettamente normale.