CARISSIMI AMICI E FEDELI DEL SANTUARIO DEL SACRO CUORE
La devozione al Sacro Cuore, nata dall’esperienza spirituale di una monaca francese del XVII secolo, Santa Margherita Maria Alacoque, rivela l’amore misericordioso di Dio. Gesù permise a Margherita Maria di appoggiare la sua testa sul Suo Cuore durante un’apparizione rivelandole le meraviglie del Suo amore. Le disse pure di far conoscere a tutta l’umanità e di diffondere i suoi tesori. Nonostante le incomprensioni e le sofferenze, Santa Margherita si dedicò a diffondere questa devozione, dimostrando un amore radicale per Cristo. Il Cuore ferito di Gesù è diventato simbolo di un amore incondizionato, che perdona e accoglie.
Don Guanella interpreta il Cuore di Cristo come il Cuore del Padre, sorgente di carità e fondamento di ogni opera buona. Questo amore non è solo un sentimento, ma la manifestazione concreta dell’amore eterno del Padre, che si fa vicino e si lascia incontrare.
La via privilegiata per entrare nel Cuore divino sono l’Eucaristia e la Comunione spirituale. Attraverso questo sacramento, Cristo nutre il suo popolo con il suo amore, e il cristiano impara ad amare divinamente, superando egoismi e paure. La contemplazione del Sacro Cuore ci educa alla carità, alla pazienza e al perdono, trasformando il cuore umano.
Entrare nel Cuore di Cristo, allora, significa imparare a servire e amare il prossimo. La devozione al Sacro Cuore non è intimistica, ma ci spinge all’azione caritatevole, soprattutto verso i più poveri e abbandonati, come ci ha insegnato san Luigi Guanella. La missione salvifica di Cristo ci invita pure a partecipare alla sua opera di misericordia.
La preghiera di don Guanella al Cuore di Gesù racchiude il nucleo della spiritualità guanelliana: adorazione, gratitudine, conversione e missione. Scrive nel Mese del fervore: «Dammi il tuo cuore che io ti dono il mio». Chi si lascia raggiungere dall’amore di Cristo desidera condurre anche gli altri a quella stessa sorgente di misericordia e salvezza.
don Nico Rutigliano, rettore