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Area Pastorale

La festa di san Luigi Guanella nel santuario del Sacro Cuore

Quest’anno la festa liturgica di san Luigi Guanella si è svolta nella ferialità quotidiana, meglio, nella semplicità.
Non ci sono stati i momenti di incontro delle case guanelliane attorno al fondatore come negli ultimi decenni.
Non ci sono stati particolari eventi che solitamente corredano la festa.
La partecipazione del popolo e della chiesa di Como è stata limitata dalle disposizioni a causa del Coronavirus.
Ma non per questo non è stata festa. Anzi abbiamo potuto notare e vivere alcuni aspetti che altrimenti ci sarebbero sfuggiti perché attenti o impegnati in altro.
Vorrei solo annotare alcuni momenti ed esperienze che mi hanno colpito.

La prima esperienza è stata il triduo in preparazione alla festa vissuto molto semplicemente durante la S. Messa delle ore 18.00. Per l’occasione, abbiamo invitato il confratello don Francois Luvuno che ha offerto le sue riflessioni su un tema attuale, scelto insieme durante un raduno di comunità, e visto in una prospettiva guanelliana: “Fede, chiesa e carisma guanelliano nel tempo di Corona virus”. Sia i confratelli che i fedeli hanno apprezzato queste riflessioni.
Un’altra semplice esperienza è stata quella vissuta nella giornata del 24 ottobre durante la quale ho potuto notare il passaggio nel santuario di diversi devoti che si sono avvicinati all’urna del santo per un momento di preghiera nel raccoglimento silenzioso.
Accenno ora a qualche aspetto della celebrazione eucaristica della serata di sabato 24 ottobre. Questa S. Messa è stata diversa perché il rispetto delle norme anti coronavirus ci ha richiesto uno stile celebrativo contenuto e più sobrio. Pochi sacerdoti hanno potuto concelebrare, ma non per questo i sacerdoti sono stati assenti. Anzi, ho notato con gioia diversi sacerdoti della città di Como uniti al popolo seguire la S. Messa. Con loro ho notato la presenza di molte religiose che si sono unite alla nostra famiglia guanelliana in questo momento. Ciò mi dici il legame che si è instaurato tra la chiesa di Como, la vita consacrata che vive in essa e san Luigi Guanella. Questo legame, sicuramente ispirato dalla santità di don Luigi, ci chiede però la responsabilità di maturare sempre più in noi una coscienza ecclesiale e di mantenere relazioni con la Chiesa locale. Inoltre, durante la celebrazione non c’è stato il servizio liturgico offerto come di consueto da tutti i seminaristi di Como. Solo due di loro hanno con discrezione, accompagnato il rito liturgico. Anche questo ha permesso un rito semplice e partecipato, seppur meno solenne.
Infine ho apprezzato e gustato la riflessione proposta nell’omelia di don Ivan Salvadori, nuovo vicario generale della diocesi di Como. Legato a noi Guanelliani da lunga data (ci ha conosciuto nella sua natia Tirano) e da sincera amicizia, ci ha condotto, attraverso la sua esperienza personale di incontro con san Luigi Guanella, nel mistero della fede che si fa carità nella Chiesa per il mondo.
La cronaca di quest’anno può apparire scarna e povera di eventi eclatanti, ma sono convinto che il tempo in cui viviamo non ci impedisca nulla, offrendoci l’occasione di vivere diversamente e di approfondire il senso del vissuto. E delle nostre esperienze.

don Marco Maesani

 

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